Sbiancamento dentale

Cos’è lo sbiancamento dei denti

Le procedure di sbiancamento non vanno confuse con la pulizia dei denti, ovvero la detartrasi o ablazione. Queste attività sono essenziali per rimuovere la placca e il tartaro dalle superfici dentarie sopra e sotto gengivali. La pulizia dei denti (come il passaggio dell’Airflow, un getto potente di acqua, aria e bicarbonato) rimuove lo sporco e quindi le macchie esterne dal dente mentre lo sbiancamento rimuove le macchie interne modificando proprio il colore intrinseco dei denti.

Con lo sbiancamento dei denti cerchiamo di restituire il colore originario ai denti o di ottenere un colore più bianco. L’idea è quella comunque di raggiungere il risultato più vicino possibile alla condizione naturale del paziente. Senza forzature.

Esistono diverse opzioni di sbiancamento e ci sono in commercio numerosi prodotti per sbiancamenti fai da te e prodotti professionali usati dal dentista tramite lampade e sedute alla poltrona. Il principio attivo utilizzato è sempre lo stesso: perossido di idrogeno o perossido di carbamide in diverse concentrazioni e quindi percentuali.

Bisogna però sapere che non tutti i colori possono essere sbiancati. Ad esempio colori tendenti al grigio o macchie grigie sbiancano molto poco. Mentre colori tendenti al giallo e macchie gialle o marroni sbiancano moltissimo e sono quelli che danno i risultati migliori nelle procedure di sbiancamento.

  • importante sottolineare che il risultato di uno sbiancamento è estremamente soggettivo. A volte se per il dentista si è ottenuto un risultato soddisfacente, questo risultato può non essere considerato positivo per il paziente.

Ecco perché eseguiamo sempre un test gratuito attraverso due o tre sedute alla sola arcata inferiore per comprendere se il paziente può essere soddisfatto del risultato che si comincia a delineare, mettendo così in luce eventuali differenze tra l’arcata inferiore e quella superiore non interessata dallo sbiancamento durante il test. Nel caso che il paziente risultasse soddisfatto del test, potrà approvare la terapia e procedere con lo sbiancamento di entrambe le arcate.

Trattamento professionale alla poltrona

Rappresenta una metodica di sbiancamento utilizzata alla poltrona durante una seduta dal proprio dentista. Richiede breve durata e garantisce risultati evidenti già dopo una sola seduta. È indicata per il trattamento delle pigmentazioni generalizzate delle arcate dentarie o limitate ad aree specifiche di uno o più elementi dentari, come in caso di alcuni tipi di fluorosi, e può essere monitorata dallo specialista per tutto il corso del trattamento. Ha inoltre il vantaggio di poter essere interrotto in qualsiasi momento.

In questi casi, dovendo utilizzare una concentrazione più elevata di perossido di carbamide per ottenere uno sbiancamento efficace in meno di trenta minuti, è opportuno isolare la gengiva con una diga fluida che viene applicata sulle gengive e che si solidifica con la luce.

Il trattamento alla poltrona può avvalersi della fotoattivazione con luce alogena, LED o laser e del metodo termocatalitico. Uno studio recente, condotto sulla variazione di temperatura intrapulpare associata a sbiancamento eseguito con perossido di idrogeno al 35%, ha messo in luce che l’attivazione Nd:YAG laser provoca il maggior innalzamento di temperatura (4,325°C).

Facendo riferimento ai risultati di un altro studio relativo agli effetti della variazione termica sulla polpa e quindi sul nervo del dente, è stato dimostrato che un incremento di 5,6°C può causare danni irreversibili (necrosi nel 15% dei casi). Per tale motivo l’utilizzo di fonti che generano calore per accelerare lo sbiancamento è sconsigliabile.

Sbiancamento domiciliare

  • la procedura di sbiancamento più comunemente riservata ai pazienti, sotto la costante supervisione dello specialista. La sua pratica metodica si avvale di mascherine individuali in silicone morbido che il paziente riempie con un gel di perossido di carbammide al 10% (concentrazione approvata dall’ADA che ne garantisce l’uso sicuro ed efficace), generalmente indossate durante le ore notturne – per circa 6 notti – preferibilmente non consecutive, per evitare l’insorgenza di spiacevoli sensibilità dentali.

Questa tecnica anche vista la bassa concentrazione di perossido di carbamide – al 10% contro il 35 % utilizzato nel trattamento alla poltrona – è sicuramente quella più conservativa per i denti, perché riduce moltissimo tutti i possibili effetti collaterali ed è la più stabile nel tempo.